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mercoledì 11 febbraio 2015

REALTA' VIRTUALE - DAL PONTE OLOGRAMMI AI GOOGLE CARDBOARD


Possiamo definire la realtà virtuale come un ambiente tridimensionale generato dal computer in cui il soggetto interagisce come se fosse realmente al suo interno.

Per capirci, il miglior esempio di realtà virtuale è costituito dal famoso "Ponte Ologrammi" di Star Trek.

In tale sala, presente su tutte le astronavi della federazione che hanno solcato gli schermi televisivi a partire dal 1987, il computer genera degli ologrammi solidi (grazie agli olodiodi omnidirezionali) con i quali i personaggi dell'equipaggio possono interagire.



Il sistema si basa sulla collaudata tecnologia del replicatore di materia a matrice molecolare, apparecchio che consente all'equipaggio di chiedere qualsiasi pietanza memorizzata negli schemi di memoria dei chip isolineari.
Chiaramente sono le bobine di transazione di fase, che si occupano di consolidare o smorzare le energie di legame delle particelle subatomiche, le stesse già ampiamente collaudate per l' utilizzo del teletrasporto.

In sostanza la tecnologia utilizzata dal ponte ologrammi, non è altro che l'evoluzione e la combinazione delle ormai note tecnologie del teletrasporto e del replicatore.

Lo scopo che si prefigge la realtà virtuale, è ingannare il cervello, e quindi i 5 sensi, per fargli credere di trovarsi in un luogo che non esiste, se non nella memoria di un computer.

Oggi vedremo, a distanza di 28 anni dalla prima apparizione del ponte ologrammi,  le tecnologie attualmente disponibili al grande pubblico per l'immersione nella realtà virtuale, ben consapevoli che nell'ambito tecnologico, 28 anni sono un'era geologica. Non potremo quindi che riscontrare gli innumerevoli vantaggi delle soluzioni odierne rispetto all'ormai datato ponte ologrammi.

GOOGLE CARDBOARD

Il progetto relativo alla realtà virtuale, attualmente più avanzato in termini di disponibilità per il pubblico, è stato sviluppato da Google, una azienda situata a Montain View, di cui è probabile abbiate già sentito parlare.

Questa azienda dispone di una struttura segreta, detta Google X Labs, in cui si sperimentano i progetti più avveniristici. Non sappiamo se anche il progetto Google Cardboard nasca in questi laboratori, ma poco importa in quanto gli schemi progettuali relativi alla costruzione dell'apparato sono ormai di pubblico dominio.

In sostanza Google ha progettato un Head Mounted Display (senza dispaly) accompagnato da una interfaccia tattile che, tramite variazioni del campo magnetico, consente di interagire con il display medesimo.

Per chi non lo sapesse, un HMD (head mounted display) è uno schermo montato sulla testa. Dopo aver testato diverse leghe con diverse proprietà, Google ha optato, per il suo HMD, per il cartone. Tale materiale infatti presenta eccezionali caratteristiche in relazione al peso specifico e alla malleabilità.
Per rendere operativo l'apparato, basterà piegare il cartone seguendo le istruzioni e inserire le 2 lenti presenti nel kit, negli appositi spazi.



La Rondella presente nell'angolo a sinistra del HMD di google è appunto il selettore di varianza magnetica necessario per interagire con il dislpay.

L'ultima cosa da fare, prima di immergersi nei mondi virtuali, è inserire all'interno dell'Head Mounted Display, appunto il dipslay, Nel nostro caso, lo smartphone che abbiamo in tasca. A questo punto tutto e pronto, ci basterà lanciare una delle innumerevoli app presenti nel Play Store, nella sezione dedicata, per immergersi in nuovi mondi.

Le app in questione, divideranno lo schermo dello smartphone in due sezione, una per ogni occhio, simulando così l'effetto 3D, Gli accelerometri presenti nel telefono si occuperanno invece di tracciare i movimenti della testa, e adeguare di conseguenza l'immagine a video.



Una ulteriore opportunità offerta dal visore è la possibilità di vedere i film (anche in 3d) simulando uno schermo cinematografico.

Ovviamente i vantaggi di questa avveniristica soluzione per la realtà virtuale rispetto al ponte ologrammi sono evidenti.

VANTAGGI

1) non è necessario prendere il Turbolift (ascensore in dotazione sulle astronavi di classe Enterprise) per raggiungere il ponte ologrammi

2) è più facile da trasportare rispetto ad una astronave

3) il consumo energetico è minore, per il ponte ologrammi è necessario attingere al nucleo di curvatura (reattore materia/antimateria) dell'astronave

4) ultimo, ma non meno importante, il filtro sui contenuti non è settato nel nucleo del computer di bordo, (per accedere al quale è richiesto un livello di autorizzazione piuttosto elevato) ma sul vostro telefonino, e quindi potete disattivarlo in qualsiasi momento (sempre che lo abbiate mai attivato).

Dobbiamo tuttavia ammettere che rispetto al ponte ologrammi, sono presenti anche alcuni piccoli svantaggi di gioventù.

SVANTAGGI

1) i sensi ingannati dalla soluzione di Google si limitano alla vista e in parte all'udito (il suono infatti al momento non è tridimensionale, ma al massimo stereofonico)

2) la risoluzione delle immagini, pur dipendendo dallo schermo del telefonino inserito, è piuttosto ridotta rispetto ai circa 400 olodiodi omnidirezionali per cm quadrato del ponte ologrammi, praticamente poco meno della matrice di visualizzazione attiva di un pannello di visualizzazione multistrato.

Altri svantaggi non me ne vengono in mente.

Considerando anche che il costo necessario per poter entrare in possesso di tutta questa tecnologia, rivolgendosi a fornitori cinesi, ammonta a circa € 2,55, spese di spedizione incluse, è evidente che 28 anni di progresso tecnologico non sono passati in vano.

ARCHOS VR GLASSES

Nel caso in cui, siate persone incontentabili, potreste preferire ai Google Cardboard, un upgrade a livello di materiali, prodotto e proposto da Archos al prezzo di € 30,00.

Sostanzialmente la soluzione di Archos, pur rinunciando all' intefaccia tattile a variazione magnetica (non c'è la rondella), presenta:

1) elastici che permettono di non utilizzare le mani per reggere il dispaly avanti agli occhi

2) lenti più ampie e regolabili lungo l'asse perpendicolare alla lunghezza focale ( potete spostarle più a destra o a sinistra)

3) lega polietilenica a elevato peso molecolare (plastica)



A questo punto non avete più scuse per rimanere ancorati alla realtà. Fate vostro uno di questi HMD e preparatevi ad esplorare strani nuovi mondi...


lunedì 2 febbraio 2015

L'ERA DEGLI SMARTWATCH - ANDROID WEAR E LG G WATCH R


Ed eccoci finalmente a parlare di smatwatch.

Poteva mancare nel mio arsenale tecnologico un oggetto cui finalmente poter dire "Ok K.I.T.T. Vienimi a prendere"?
E così, dopo alcuni mesi di test, sono qui a condividere le mie impressioni su questo nuovo oggetto tecnologico.

SMARTWATCH VS WATCH

Iniziamo la disamina confrontando il prodotto oggetto della prova con il suo competitor per eccellenza (un orologio tradizionale).



Il primo utilizzo che viene in mente (soprattutto a persone prive di fantasia), quando si parla di un orologio, è , guarda caso, vedere l'ora.
In questo, l'ultimo ritrovato della tecnologia, mostra in realtà qualche problemino. Non saprei se il problema è comune a tutti gli smartwach, ma sicuramente è presente in quello oggetto della prova. In pratica, se vi svegliate nel cuore della notte, e volete sapere che ore sono, per poterlo fare dovete:
1) accendere il telefono
2) accendere lo smartwach
3) attendere che i due prodotti effettuino il "paring"
A questo punto potrete finalmente sapere che ore sono.
Questo procedura leggermente fastidiosa, dipende dal fatto che lo smartwach, non conserva in memoria l'orario, e quindi se spento, riparte dalle ore 00:00. Il display si aggiorna solo dopo aver ricevuto dallo smartphone cui è collegato, l'orario.
Di contro però, al cambio dell'ora legale/solare, avrete il non indifferente vantaggio di non dover perdere tempo a spostare le lancette di un'ora.

SMARTWATCH VS WATCH = 0 - 1

DEFINIZIONE DELLO SCHERMO

Sebbene lo schermo dell' LG sia un ottimo POLED, sarà in ogni caso possibile, avvicinando molto lo sguardo allo schermo, vedere i Pixel che compongono l'immagine. Questo non avviene con l' orologio tradizionale, il cui display ha una risoluzione di molto superiore al 4K, In pratica, anche guardandolo al microscopio, non riuscirete mai a vedere un singolo Pixel.

SMARTWATCH VS WATCH = 0 - 2

VISIBILITA' DELLO SCHERMO


In questo campo la sfida inizia a diventare più equilibrata, se infatti alla luce solare, l'orologio tradizionale vanta una migliore visibilità, la situazione si ribalta in caso di buio pesto.
In tale scenario infatti, a meno di lancette fluorescenti, sull'orologio tradizionale non vedrete niente, sull'ultimo ritrovato tecnologico invece si (anzi potrete usare lo smatwacht anche come torcia di emergenza).

SMARTWATCH VS WATCH = 1 - 3

AUTONOMIA della Batteria

Dopo aver effettuato approfonditi test scientifici sulla durate delle rispettive batterie dei rispettivi prodotti, direi che la situazione è sintetizzabile in un "Lasciamo perdere".

SMARTWATCH VS WATCH = 1 - 4

P.S. LG G Watch R va caricato una volta ogni due giorni

PORTABILITA'

Se siete persone così pretenziose da voler conoscere l'ora esatta, anche se siete in viaggio, lontano da casa per più di 2 giorni, allora nel caso dello smartwach, dovrete portarvi dietro anche il cavetto USB e la base per la ricarica. La buona notizia è che potete utilizzare il cavetto anche per caricare il telefonino e la base per la ricarica anche come fermacarte.

SMARTWATCH VS WATCH = 1 - 5

Ok, ora essendo io un Tecnofilo, dovrò per forza di cose trovare qualche motivo che giustifichi l'esborso effettuato per acquistare LG G Watch R.

Partiamo con la rimonta

QUADRANTE

A differenza dell' orologio tradizionale, per cambiare il quadrante del vostro smartwach, sarà sufficiente mettere il dito sullo schermo e procedere alla selezione della nuova watchface. Inutile dire che ne esistono di tutti i tipi adatti a tutti i gusti. In particolare riporto di seguito alcuni esempi che da soli valgono la spesa (dichiarazione altamente soggettiva)

Batman & Robin edit (original by madebyabvh.tumblr.com, thanks) preview
Star Trek LCARS 2 preview
v for vendetta previewLollipopApps preview 












oltre ad altre più noiose

Omeg@ Se@m@ster yellow and waves previewChrono preview


La scelta è ovviamente tendente ad infinito, e diversi programmi permettono di disegnare personalmente la propria watchface.


SMARTWATCH VS WATCH = 2 - 5

INTERAZIONE

Diciamoci la verità, l'orologio tradizionale da questo punto di vista non è il massimo, certo, si può premere qualche tasto per far partire eventualmente il Cronometro, se previsto, ma con Android Wear è tutta un' altra storia.
Ora avrete la possibilità di essere disturbati dalle notifiche di facebook anche sull'orologio. Potrete sapere quando svoltare a destra o a sinistra, senza estrarre il telefono, e se amate andare a correre, tutte le notifiche relative a velocità, distanza percorsa e battiti cardiaci saranno visualizzabili sul fidato display.
Il numero di App che supportano Andorid Wear è in continuo aumento, ed effettivamente alcune rappresentano  un valore aggiunto.
Una di quelle che invece non ha una effettiva utilità, ma che personalmente mi esalta, è la possibilità di visualizzare sullo smartwach le riprese delle telecamere IP. Impagabile

SMARTWATCH VS WATCH = 3 - 5

COMPAGNIA

Vi sentite soli? Non avete nessuno con cui parlare e vi secca estrarre il telefono? Nessun problema,
basta pronunciare OK Google e il vostro orologio sarà lì pronto ad ascoltarvi.
Ovviamente ascoltare non significa capire, molto dipende dalla rumorosità dell'ambiente in cui vi trovate. E' chiaro che se vi trovate in un luogo affollato, difficilmente l'orologio riuscirà a isolare le vostre parole dai restanti suoni ambientali. Devo dire tuttavia che in tale scenario difficilmente avrete il coraggio di farvi vedere che parlate ad un orologio, quindi il problema si pone raramente.
In ogni caso  potete chiedergli di inviare o rispondere ad una mail/sms a uno dei vostri contatti, dettandogli il testo. Potrete porgli domande inutili (tipo quando è nato Cristoforo Colombo) e leggere le risposte sullo schermo.
Potrete persino ascoltare la musica memorizzata sulla poca memoria interna (4GB) con un semplice paio di cuffie Bluetooth.
Insomma, fino a quando dura la batteria dello smartphone e dello smartwach e vi è una connessione dati attiva, non sarete mai soli.

 SMARTWATCH VS WATCH = 4 - 5

VARIE ED EVENTUALI

In questa categoria il vantaggio degli Smartwach è indiscusso, infatti, pur non sapendo al momento cosa inserire in tale caso d'uso, è evidente che, essendo lo smartwach un piccolo computer, potrà ricevere varie ed eventuali nuove funzionalità in futuro.

Quindi il match si chiude con un bel pareggio

SMARTWATCH VS WATCH = 5 - 5

Conclusione

Se nonostante la mia approfondita disamina dei vantaggi e degli svantaggi relativi ad uno smartwach, siete ancora indecisi se comprare o meno l'oggetto, allora sappiate che:

1 - se rientrate nella categoria di persone che, dopo aver speso più di € 400,00 per uno smartphone, lo usate soprattutto per telefonare, allora lasciate perdere,
2 -se invece ritenete che lo smartphone serva anche a telefonare, ma non è quello il motivo per cui avete speso più di € 400,00 (altrimenti potevate risparmiare almeno € 350,00) allora uno smartwach per voi potrebbe avere qualche interesse.

Non ho parlato ovviamente dell'ultimo categoria, ovvero quelli che acquistano gli IPhone, E' infatti evidente che per tale tipologia di consumatori, sarà imperativo acquistare l' iwatch, appena Apple inizierà a venderlo, a prescindere dal prezzo/funzionalità/giudizio estetico.

P.S ho detto all'orologio "Ok K.I.T.T. Vienimi a prendere", la risposta è stata
"NoxNeptuno Chan - YouTube"