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giovedì 12 marzo 2015

COMMODORE - LA STORIA

E' necessario che Giustizia sia fatta. Bisogna dire a tutti la verità, per quanto possa essere dolorosa.

Oggi, in ogni casa, esistono computer e smartphone e tablet. Sono oggetti di uso quotidiano. Ma non è sempre stato così. Non tantissimi anni fa, i computer erano relegati nei laboratori, in alcune aziende e nei centri militari. Nelle case no, nelle case le uniche tastiere disponibili erano quelle musicali o quelle delle macchine per scrivere. E chi ha portato i computer nelle case? E'  stato quel genio di Jobs con il suo Apple? Quel furbacchione di Gates con il suo MSDOS? No, si deve tutto a una società cancellata dalla storia. Ma io c'ero, ero lì in quegli anni, e posso testimoniare la verità. Dobbiamo tutto a:

Apple e Microsoft non lo ammetteranno mai, ma all'epoca erano in ritardo di 10 anni dalle soluzioni della Commodore.

Il mio primo computer.

Per me tutto è iniziato con il Commodore Vic - 20. Avevo 11 anni e chiesi ai miei genitori di comprarmelo. Volevo un computer. A cosa mi servisse non lo so. Internet non esisteva e il vic-20, che disponeva di circa 5kB di memoria Ram, di cui 3583 Bytes disponibili. non aveva un supporto di memorizzazione. Però era un computer, si collegava alla TV, e incredibilmente, per me lo era, premendo una lettera sulla testiera, questa compariva sullo schermo.La cosa mi esaltava tantissimo. Premendo il tasto invio appariva il meraviglioso comando "syntax error". Per me il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Passai un paio di anni con il vic-20. Durante questa splendido periodo, uscivano in edicola dei giornaletti, mi pare si chiamassero Papersoft, che pubblicavano i listati dei programmi (parlare di videogiochi mi pare eccessivo). Ci riunivano quindi con gli amici  per copiare le numerose righe di codice, e dopo ore passate a digitare, davano il comando " RUN". Dopo aver risolto tutti i syntax error, finalmente il gioco partiva. Diciamo che su 4 ore dedicate a tale attività, 3 servivano a copiare i listati. 40' a correggere gli errori e 20' a giocare. Poi, non avendo ancora il mitico mangianastri per computer, alla pressione del tasto off tutto spariva per sempre.

Il mio secondo computer

Qual'è stato il computer più venduto della storia? Il Commodore 64
Si stima che ne siano stati venduti tra i 13 e i 30 milioni di unità, compreso il mio.
Un salto incredibile, la Ram disponibile era pari a 64K (oggi le Sim dei cellulari dispongono di almeno 128K). Nessuno mi avrebbe più fermato. I programmi venivano registrati sulle normali musicassette. Per caricare il programma desiderato, bisognava spostarsi con i tasti Rewind e F. Fwd sul nastro, Ogni volta che si caricava un programma, bisognava segnarsi dove finiva il caricamento (grazie al Counter). Quello sarebbe stato l'inizio del programma successivo, e così via. La velocità di caricamento era un vero incubo, per questo presto si affermarono utility tipo il TURBOTAPE 64, che permetteva di velocizzare il processo. Negli anni a seguire affiancai al Commodore 64 anche il Floppy Drive 1541, con dischi da 5,25". Che tempi. Si erano spalancate le porte dei mondi videoludici. In Edicola furoreggiava Zzap! e i grandi successi apparvero per la prima volta sugli schermi. Gost'n Goblin, Elite, The Last Ninja, Grand Prix Circuit. e tanti altri.


Iniziò anche la prima vera Home Computer War. Lo scontro era tra il Commodore 64 o il Sinclaire ZX Spectrum. La storia ha decretato il vincitore.

Il mio terzo computer

Avviso il lettore che d'ora in avanti rinuncerò esplicitamente a qualsiasi tentativo di imparzialità e oggettività. Devo infatti parlare di una macchina che per me non ha avuto e non ha paragoni, una decade in anticipo sul suo tempo e per sempre impressa nei miei ricordi. Signore e signori parliamo di:



Il primo Amiga viene commercializzato nel 1985, e presenta caratteristiche "impressionanti" in confronto agli altri computer in commercio.

Il sistema operativo Amiga OS presentava nel 1985 il multitasking preemptive, ovvero la capacità di gestire contemporaneamente diversi programmi, tale caratteristica verrà implementata da Microsoft in Windows nel 1995 e in MAC OS X nel  2001.Disponeva di una interfaccia grafica a colori, a differenza di quella del MAC moncromatica. Grazie ad un emulatore, Shapeshifter, era possibile far girare il SO del Mac in maniera più veloce e reattiva di quanto accadeva su un vero Mac. Con il Plug&play anticipò di 10 anni l'omonima funzionalità che su Window veniva affettuosamente chiamata Plug&prey. Caratteristica unica per l'epoca, si potevano aprire schermi multipli con risoluzioni tra loro diverse e passare da uno all'altro con il mouse.

La sua potenza in ambito multimediale, grazie ad una serie di chip dedicati, rese l'Amiga la piattaforma di elezione di grandi software grafici, come Lightway 3D e Maxxon Cinema 4D. Ma sopratutto lasciava intravedere ai ragazzi le possibilta' che il futuro offriva. In secondo liceo non avevo dubbi, rinunciai alla annuale gita scolastica per comprare l'Amiga 500, seguita a ruota dall'amiga 1200 "con il mio primo Hard Disk" da 20 mega. Una lista infinita di giochi e la possibilità di impaginare e stampare il giornale scolastico del Liceo sono ricordi indelebili.


I miei computer successivi

Dopo l'Amiga ho avuto ed utilizzato ovviamente altri computer. Ma non hanno un nome e se lo hanno non lo ricordo, sono delle macchine che utilizzo per mille cose. Sono sempre più potenti e sempre piu' indispensabili, ma hanno smesso di meravigliarmi.

lunedì 2 marzo 2015

UN SALUTO PER SPOCK - ADDIO LEONARD

Vi sono attori che, per l'interpretazione dei loro personaggi, sono indissolubilmente legati ai personaggi stessi.
Un esempio di questo legame è senza dubbio riferibile all'attore statunitense LEONARD NIMOY, conosciuto da tutti quelli della mia generazione come il DOTTOR SPOCK.

















 SPOCK è stato l' inseparabile compagno del CAPITANO KIRK nei suoi viaggi interstellari a bordo della prima astronave ENTERPRISE ad aver solcato gli schermi delle nostre TV.

 Con lui e gli altri membri dell'equipaggio, nelle nostri menti si è aperto uno squarcio sul futuro, una visione ottimistica del futuro, che pur contando su una tecnologia incredibile, poneva la stessa sempre in secondo piano rispetto all'umanità.
Questa visione continua ad accompagnarci anche ora, nella età adulta, e in fondo questo stesso blog, non è altro che il tentativo di misurare i nostri attuali progressi tecnologici, avendo sempre come riferimento il mondo di Startrek.



 La serie televisiva creata da Geene Roddenberry ha profondamente influenzato i ragazzi di allora, ragazzi che diventati adulti, ispirati da Startrek, hanno dato vita al primo cellulare per il grande pubblico, ad opera di Motorola, e chiamato StarTac (ispirato al Comunicatore in dotazione all'equipaggio, con tanto di apertura a conchiglia).

 Forse non avrete sentito parlare del PROGETTO MAJEL, ma conoscerete senza dubbio il nome commerciale di tale progetto, ovvero GOGLE NOW, l'assistente di google presente oggi su milioni di dispositivi ANDROID, con cui interagire tramite comandi vocali, esattamente come l'equipaggio faceva con il computer di bordo.
 Bè, sappiate che Majel e il nome di Majel Barret,  moglie di Roddenberry.


 Indovinate qual'è il nome del primo Space Shuttle costruito dalla NASA?       ENTERPRISE

 Tutto questo per cercare di spiegare quanto le Serie Startrek, i suoi ideatori ed i suoi attori abbiano profondamente influenzato la nostra società, i nostri sogni e le nostre speranze.

Il Dottor Spock è morto il 27 febbraio 2015 all'età di 83 anni.
Nemoy non è il primo attore della serie classica ad averci lasciato, è però senza dubbio uno dei più rappresentativi, la sua Logica e il suo tentativo di controllare le emozioni umane, ci mettevano in guardia dalle derive pericolose dei nostri sentimenti.

Il suo personaggio non avrebbe probabilmente capito per quale motivo, tante persone nel mondo, potessero dispiacersi per la scomparsa di una attore che ha semplicemente fatto un lavoro per il quale ha avuto fama e successi. Ma noi, non essendo Vulcaniani,  non possiamo che provare tristezza per la sua morte, e ringraziarlo per i sogni che ci ha ispirato.
Non ci resta che salutarlo con il saluto che tante volte lui stesso ha pronunciato.

PACE E PROSPERITA' dottor Spock